mercoledì 20 agosto 2008

Fra 12 anni l'esercito sarà di robot

Fra dodici anni l’esercito sarà composto da robots invece che da uomini. Cosa potrà succedere quando, invece di un uomo, sarà una macchina telecomandata a combattere? Scoprite i dettagli nel seguente articolo.


Nel 2020 un terzo dell'intero esercito americano potrebbe di robot, (congegni elettronici controllabili da remoto che possono sostituire in qualche modo l'uomo, pur non evocandone le fattezze), inclusi camion auto-pilotati.
La stima è di due studiosi americani della Washington University di St. Louis, Bill Smart e Doug Few. La previsione è inquietante e potrebbe aprire scenari molto rischiosi. Ma i due ricercatori puntualizzano che la capacità decisionale non è contemplata, trattandosi del settore militare, e che la tendenza è quella di lasciare le decisioni finali al buon senso umano. Come sostiene Smart, «vogliamo che la decisione finale venga presa dall'uomo e sarebbe molto pericoloso lasciare a un robot una qualsiasi capacità di scelta in merito a strategie militari, a combattimenti o a uccisioni».
La ricerca intanto sta facendo molti progressi soprattutto nel dialogo tra uomo e robot: Doug Few ha creato un sistema di controllo remoto che utilizza il telecomando della Wii per trasmettere i movimenti dall'uomo al robot (per sua stessa ammissione si è ispirato alle astronavi dei Jetsons, i cartoon di Hanna & Barbera). La soluzione del telecomando Wii viene ritenuta ideale in un contesto bellico, o comunque militare, dove c'è esigenza di leggerezza e velocità, senza l'intralcio di laptop o computer. Nonostante le rassicurazioni di Smart, si insinuano già i primi dubbi giuridici ed etici sul tema violenza e robot: se un androide o un camioncino auto-pilotato dovesse sparare a un uomo quali sarebbero le conseguenze?

Magdalena

domenica 17 agosto 2008

Cosa possiamo fare noi per il pianeta?

Vi segnalo un articolo interessantissimo sulla sostenibilità ambientale:

http://www.minervascuola.it/Catalogo2007Min/sup/geografia/mondo_sistema_nuovo/Cds1.html

All'interno dell'articolo viene segnalato un sito bellissimo che propone un test personale da fare per quantificare (basato sul Paese in cui si vive, il cibo che si mangia, la casa in cui si abita, i rifiuti che si producono, i mezzi con i quali ci si sposta) l’impronta ecologica lasciata sulla terra: vale a dire, semplificando parecchio, la quantità di terra necessaria per produrre energia, alimenti e altri beni e per assorbire i rifiuti e l’inquinamento da noi prodotto. È VERAMENTE IMPRESSIONANTE!
Questo è il link del test:

http://www.myfootprint.org/es/ in spagnolo
http://www.myfootprint.org/en/ in inglese

Michele

domenica 10 agosto 2008

Purtroppo è così...

Un video fantastico del WWF brasiliano sulla distruzione del nostro pianeta!



Michele

Inchieste-verità sul "lato oscuro dell'economia"

Sempre per chi vuole approfondire il discorso sulle multinazionali, una pagina interessantissima con un sacco di notizie sui casi "oscuri" dell'economia mondiale:

http://www.disinformazione.it/paginamultinazionali.htm

Lo stile è quello aggressivo del giornalismo d'assalto delle inchieste-verità, ma i dati dovrebbero essere attendibili. Consiglio vivamente di aprire sempre la finestra sull'informazione, nel tentativo di formarci un'opinione, ma sempre con uno sguardo a 360 gradi.
Buona lettura!

Michele

sabato 9 agosto 2008

The Corporation

Ho pensato che per rinfrescare un po' le idee prima del questionario della prossima settimana vi possa servire un po' di materiale che ho trovato in rete.
Per chi vuole mettere alla prova anche il proprio inglese, vi segnalo il sito ufficiale dei creatori di "The Corporation":
http://www.thecorporation.com/

Per chi vuole vedere anche l'introduzione del documentario, che non abbiamo visto, ecco il link di youtube (è la versione in spagnolo!):
http://video.google.es/videoplay?docid=-6063923582035661299

Buona visione (e riflessione!). Ciao

Michele

giovedì 31 luglio 2008

Regolamento del dibattito (GEOGRAFIA)

Eccovi il regolamento che applicheremo per il dibattito sul prossimo lavoro di geografia. Leggetelo attentamente, perché seguirlo e rispettarlo ci aiuterà ad avere un buon risultato.


1) Gli interventi dovranno essere di 3 minuti max.
2) Gli interventi saranno effettuati in maniera alternata tra i gruppi partecipanti, con la modalità “botta e risposta”.
3) Ad ogni singolo intervento possono partecipare più persone dello stesso gruppo, ma sempre nei limiti di tempo fissati.
4) Chi non rispetta le precedenti regole sarà sospeso dal moderatore per due interventi del proprio gruppo. Se l’episodio si ripete, la persona sarà sospesa definitivamente.
5) Ogni gruppo avrà un portavoce, che chiuderà il dibattito con un intervento finale di 5 minuti max.
6) La giuria, al termine degli interventi finali dei portavoce, potrà fare agli stessi tutte le domande che riterrà opportune.


Michele

giovedì 17 luglio 2008

Alessandro Magno: fu vera gloria?

Alessandro Magno è stato un condottiero e sovrano antico macedone, considerato uno dei più celebri strateghi e conquistatori del mondo antico. In soli dodici anni conquistò l'Impero Persiano, l'Egitto ed altri territori, spingendosi fino agli attuali Pakistan, Afghanistan e India settentrionale. Le sue vittorie sul campo di battaglia, accompagnate da una diffusione universale della cultura greca e dalla sua integrazione con elementi culturali dei popoli conquistati, diedero l'avvio al periodo ellenistico della storia greca. Passato alla storia con l’epiteto di Magno, è conosciuto anche come Alessandro il Conquistatore e Alessandro il Macedone. Ma... fu vera gloria?
La genialità strategica di Alessandro è dimostrata dalle sue numerose vittorie, soprattutto contro l’esercito dei Persiani. La sua capacità politica risulta evidente da una serie di iniziative come la decisione di far partecipare storici, scienziati e poeti nelle sue imprese, perchè fossero testimoni e relatori delle sue gesta e perchè traessero frutto dalle esperienze offerte dall’avventurosa spedizione in paesi esotici o poco noti. Infine, la sua intenzione di formare un impero universale, fondato sulla fusione della cultura ellenica con quella asiatica rappresenta un importante punto di riferimento per la storia (in particolare dei secoli successivi, visto che l'idea fu ripresa da Roma) poichè permise lo sviluppo della cultura greca in una vastissima area del Mediterraneo.

Analizzato in quest'ottica, Alessandro si deve considerare senz’altro Magno.
Ma pensando alla sua prematura scomparsa, c’è da domandarsi che cosa avrebbe fatto se ne avesse avuto il tempo. La breve avventura della sua vita è stata così intensa e piena di sensazionali imprese che si capisce benissimo quali suggestioni abbia esercitato sui biografi. È difficile formulare un’ipotesi su quello che sarebbe stato il suo comportamento se il suo potere fosse rimasto inalterato dalla sua morte. Alcuni storici ritengono che avrebbe creato un impero nel quale i popoli avrebbero potuto collaborare su un piano di parità e nel quale la superiore cultura greca sarebbe servita ad utilizzare meglio le forze comuni. Altri, partendo dall'idea che tutte le intenzioni che gli sono state attribuite siano senza fondamento, ridimensionano la figura di Alessandro, interpretandola sotto una luce più "umana". Indro Montanelli dice infatti: “Alessandro non seguì un piano, come il padre Filippo, lui inseguì una chimera e, più che artefice, ci appare lo schiavo di un destino. Quello che ci colpisce in lui è una forza vitale così dirompente e sfrenata da tramutarsi in difetto. Fu una meteora che, come tutte le meteore, abbagliò il cielo e si dissolse nel vuoto, senza lasciare dietro di sè nulla di costruttivo...”.

La questione di Alessandro è quindi molto difficile da concludere, ma quello che è certo è che questo generale riuscì a compiere grandi imprese e che riuscì a interpretare e a concludere nel modo più adeguato il ciclo di una civiltà come quella greca, dando così origine all’ellenismo.

Antonella